venerdì 23 maggio 2014

XX

Il vento, a volte, spinge
forte sui vetri,
il sole
disegna rappezzi sulle pareti 
qui in casa
nelle ore più calde
di una fredda giornata 
passata
anche questa
a cogliere nessi sfuggiti
il senso dei fatti accaduti
a cogliere noi
intriganti nell'ombra
a sciogliere il nostro destino
a sanare le colpe
di una vita trascorsa nel dubbio
se era giusto immolarsi
o piuttosto lasciare che il Tempo
risolvesse per noi.

XIX

L'amore mi unisce a te,
c'è comprensione e grande affetto.
Spesso le nostre vedute coincidono,
piccole e grandi attenzioni,
princìpi comuni.
La sostanza ci aspetta ovunque,
ci riscattiamo giorno dopo giorno;
quando cadiamo non ci riconosciamo più.

Rialzarsi è compito individuale,
si riconosce nel dolore dell'altro la propria inettitudine
ma tutto ridiventa incomprensibile
la difficoltà va affrontata a cuore aperto.

Riportare il macigno in cima alla montagna
non vivere la vita contro la vita
la nostra attenzione profonda è rivolta solo a questo.

La margherita, piccolo fiore bianco, nell'incantesimo 
di una rinascita, ci restituirà, anche lei,
il senno perduto. Per un amore riconosciuto.

mercoledì 21 maggio 2014

XVIII

Una poesia descrittiva, una cantilena, una nenia,
una ninna nanna espirata con canto cristallino,
fasciato da profumate strisce di cotone, candide,
asciutte, soffici, avvolgenti: il calore resta là
catturato dalla morbidezza, ideale per accogliere
le pipì che seguiranno a quel lavoro certosino;

e poi daccapo, con la medesima perizia, con più 
accortezza, se possibile, reimparando ogni volta
gesti  d'amore ripetuti nella giornata e in quelle
che l'hanno preceduta e che verranno poi, ancora
con l'attenzione rivolta al gesto compiuto che non
sa macchiarsi di istupidita meccanicità.

Dopo anni e anni di frequentazione di centri,
passando i pomeriggi appoggiato a un muro con la fronte
gli occhi chiusi nel tentativo di sospendere  pensieri
- quel silenzio della mente tanto vagheggiato e inseguito -
che peccaminosamente continuavano a girare come trottole,
soltanto dopo altrettanti anni ho compreso che la meditazione consiste nel
riporre l'estrema, direi tutta, attenzione a quel che faccio
nel preciso momento in cui lo faccio, e corrisponde
al qui e ora di buona memoria.

In poche sufficienti parole
concentrarsi senza distrarsi e le corrispondenti etimologie
mi confortano appieno, una contraddizione latina apprezzabile
che si traduce nel sapere quel che si sta facendo e farlo al meglio.

Involtolare il neonato nei panni morbidi che lo mantengono asciutto,
scegliendo di fare solo questo, per ora, una cosa alla volta, è meditazione.

XVII

Ho immaginato lo studio come premessa all'emancipazione,
l'emancipazione come premessa alla libertà.
In fondo, passaggi semplici e condivisibili da chiunque.

Lo studio, non necessariamente su libri di testo,
l'emancipazione, non necessariamente dalla famiglia,
la libertà, non necessariamente dall'oppressore.

Ho studiato il volto di un uomo piegato e piagato dalla sostanza,
nei suoi occhi senza più attese nemmeno una lacrima; 
non ricordava  più che il dolore si allevia nel pianto.

Ho assistito ad uno scatto di reni, forse la volontà ha lì la sua radice,
di uno sconosciuto, vicino di sedia, che terminò con - Ce la faccio da adesso - ;
si era convinto che la sola rinuncia poteva offrirgli la via d'uscita che poi trovò.

Ho riso quella prima volta a cena con tanti altri, e ce la stavamo facendo,
allorquando il cameriere portò in tavola due brocche di quello della casa 
e alla frutta le ritrovò intatte nello stesso posto, proprio al centro della tavolata.

Non sapete che buon vino fa buon sangue?
E Lei sa da quanti anni tentiamo di dimostrarlo?
La libertà è l'ultima a soccombere, detto tra noi.

XVI

Dò fuoco all'ultima del pacchetto, le altre
le ho consumate con l'accanimento di chi non sa gustare
di quello che le succhia tra le labbra
con la testa a quella che seguirà
e poi all'altra e a quell'altra ancora,
esprimendo pienamente la stagione compulsiva 
che ho sempre e solo conosciuta.

Un giorno, forse, la speranza è dura a morire,
quella parte, essenza dell'anima, che prosegue il cammino
anche oltre e oltre e oltre,
tentando di redimere dalla fretta, dalla solerzia,
dall'efficienza che rende robot
fino a che non affiora il dolore
che porta alla perdita dell'Amato
che usava  comparire come donna intravista
e conosciuta a stento
poi scavalcata di slancio per approdare alla successiva,
cercando più vivida luce, e poi ancora e poi ancora
e poi ancora.

Ho disseminato il mio percorso di tappe forzate
per raggiungere il Traguardo,
illusione della vita, delusione per chi mi seguì:
lo striscione finale informava PARTENZA,
mille viottoli a raggiera lo contornavano anonimi.

Presi il mio, che riconobbi per la fiammella, in fondo.
Nell'oscurità.

XV

Un giorno dovrebbe bastare, si dice; anzi,
no,
è da fare subito, ora, ora, proprio ora, e iniziamo,
e portiamolo a compimento, or ora, niente indugi,
conveniamo, condividiamo, unifichiamo
le vedute
anche se distanti, differenziate, disomogenee
talvolta contrastanti, no, no, no, ce la facciamo,
concordiamo, abbassiamo i toni, per il paese,
per la patria, per il presidente,

ora, ora, ora
no agli indugi, siamo sull'orlo, siamo al limite,
la tenuta sociale, sì, sì, all'opera senza se e senza ma,
per la cittadinanza, le generazioni future, il disagio,
le possibili ricadute, non rimandare ancora una volta
una scelta necessaria
indispensabile.

Un giorno dovrebbe bastare, si dice; anzi
no,
è da fare subito, ora, ora, proprio ora; e iniziamo,
e portiamolo a compimento.

Sì, sì, sì, portiamolo a compimento.
Sì, sì, sì, portiamolo a compimento.
Sì, sì, sì, portiamolo a compimento.
Sì, sì, sì.

XIV

Sono disgustato. 
Come approccio al testo che verrà
i primi due termini sembrano escludere lirica e condiscendenza.

I versi come opposizione, descrizione di posizioni temerarie,
che si oppongono, che recuperano la natura
e la reale e logica e obiettiva matematica.

Che arruolano la matematica per spuntare fattori relazionali.
La ricomposizione degli opposti, l'estrazione della follia prevalente,
il luogo comune.

Comune a chi?

Agli interessati.

Il nodo dell'equazione si scioglie nell'eguaglianza,
quando la perfezione della parità a lungo inseguita
faticosamente ricercata
lascia scivolare veli d'interpretazione, d'errore e
d'orrore, per la soggettività ignorante che la interpreta,
che vuole farne verità
prima ancora 
di svelare la risposta da seguire.

La nuda verità, s'il vous plaît.