giovedì 29 maggio 2014

CX

L'urlo è sceso, sublimando tra le righe.

Sublimare è rinunciare a soddisfare istinti,
è compensarli con atti immaginari;
la ciclotimia è già sublimazione,
sì, dell'istintualità che non si esprime.

Anche il divino
ho tracciato indefinito tra i miei fogli;
e l'energia che sempre porto dentro
innesca lampi che, a parole, non dan scosse.

L'odio per Francesca ho sublimato;
incapace d'intendere, smaniosa di volere:
è il mio giudizio,
è il suo castigo.

Strappare la sua pelle dal suo corpo
l'ossessione ancora non svanita e, infine,
l'affetto per lei, che rimarrà,
fissando il prezzo della mia liberazione,

accettare la perdita di lei.

Le relazioni con mia madre e mia sorella ho sublimate
offrendo in controparte il mio dolore
e l'indirizzo ad un confronto.
Non ho ritenuto valermi su tanti altri,

ormai estranei a questa mia vita.
Ho sublimato il transfert con te, psicologa,
forte e determinante;
sei stata Luna per me, Vita, tramite a Dio;

io ero Sole inabissato nell'Inferno,
nel Mare dove vago da demonio;
e Terra e Cosmo, ero, componenti il Tutto,
che riunisce donna e uomo in Uno insieme.

Lucifero, primo essere di Luce,
persegue il suo riscatto dall'Abisso.

Resto in parte irrisolto con te sola,
ma è questione che ora so affrontare.

Scende così nel profondo il mio silenzio,
come un taglio nella carne, sempre aperto,
che mi separerà, senza diverso sbocco,
da quel che ero e in parte ancora sono,

per poi lasciare all'Altro un po' del Tempo mio.

2 commenti:

Simone Albino ha detto...

Bravo, ottimo lavoro.

Lorenzo Filipponi ha detto...

Grazie!!!